Età evolutiva

eta-evolut02Quando ci sono un bambino o un adolescente che destano preoccupazioni negli adulti attorno, vengono solitamente svolti alcuni colloqui preliminari con entrambi i genitori, allo scopo di inquadrare il tipo di problematica da affrontare. Solo in un secondo momento – e non necessariamente – avranno sede alcune sedute con il bambino o con l'adolescente, così da poter raccogliere direttamente altri elementi importanti per inquadrare la domanda che viene portata alla psicologa.

 

"In questo periodo nostro figlio è particolarmente nervoso a casa: risponde male, non vuole più giocare con il fratellino, richiede molte attenzioni. Inoltre, le maestre ci hanno segnalato che a scuola è spesso chiuso: fatica a partecipare alle attività che vengono proposte, e gioca solo con alcuni bambini, evitando gli altri. Siamo molto preoccupati, perché con noi non vuole parlare e non sappiamo come aiutarlo"

 

Con i bambini, più facilmente la domanda di aiuto proviene direttamente dai genitori, che sono preoccupati da una particolare condotta del proprio figlio (difficoltà di apprendimento, agitazione psicomotoria, enuresi, disturbi ansiosi, ...). Durante le sedute con i bambini, i mezzi di comunicazione privilegiati con la psicologa diventano il gioco e il disegno, soprattutto tanto più il bambino è piccolo, comunicando quindi più facilmente attraverso medium diversi da quello linguistico.

 

Quando si tratta di bambini di pochi anni, o che mostrino problematicità particolari legate alla difficoltà nella separazione dagli adulti di riferimento, potranno essere svolte alcune sedute di osservazione di gioco alla presenza di uno o di entrambi i genitori, allo scopo di creare per il piccolo uno spazio più rassicurante, e anche di fornire ulteriori rilevanti elementi di interesse per la psicologa che sta conducendo la valutazione.

 

Nel caso degli adolescenti è più frequente siano direttamente loro a rivolgersi ad un adulto di riferimento chiedendo aiuto, anche senza una sintomatologia particolare, ma con il desiderio di approfondire uno stato di malessere, o di individuare delle risposte per i difficili interrogativi che a quest'età cominciano a fare capolino. Durante questo periodo sono infatti molte le domande, le incertezze e i dubbi legati alla crescita; l'adolescenza è una fase in cui possono delinearsi problemi di carattere definito e specifico, e spesso possono esserci difficoltà nel dare un significato ad un malessere più diffuso, a comunicare con gli adulti o con i coetanei, difficoltà scolastiche, oppure momenti di crisi legati alle trasformazioni corporee ed alla definizione della propria identità di ruolo.
Lo sviluppo armonico della personalità viene favorito dall'opportunità di risolvere i momenti di crisi o le normali difficoltà che accompagnano le varie fasi evolutive, ma anche di reagire in modo adeguato di fronte a problematiche impreviste ed eventi straordinari (perdite, separazioni, lutti, malattie, abusi).

 

"Ultimamente nostro figlio sta sempre più spesso chiuso in camera, risponde male e sembra non abbia voglia di fare nulla, se non uscire con i suoi amici. Sospettiamo anche che si faccia le canne, ma ovviamente è un tema su cui lui si arrabbia subito e non ci vuole più parlare"

 

Al termine delle sedute di consultazione verrà data una restituzione di quanto emerso sia ai genitori, sia al minore, attraverso modalità consone in funzione dell'età e delle possibilità di comprensione e approfondimento. Questo colloquio verrà svolto in modo tale da permettere che le comunicazioni possano essere quanto più possibile congiunte, offrendo quindi la possibilità di mettere anche in pratica strategie di intervento comuni.

 

Se la psicologa lo ritiene opportuno, al termine dei colloqui di consultazione proporrà un percorso di Psicoterapia.
In questo caso, periodicamente vengono svolti anche dei colloqui con i genitori, allo scopo di monitorare il percorso in atto, anche individuando e sperimentando nuove strategie di intervento all'interno dell'ambiente domestico. Ove ritenuto importante vengono effettuati incontri di rete con gli insegnanti a scuola, ed eventualmente con altre figure che gravitino in maniera significativa attorno al minore.

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